“UNA DONNA PUÒ TUTTO” di Ritanna Armeni

Nachthexen, streghe della notte. Con questo nome furono chiamate e sono ancora oggi ricordate le donne del 588° reggimento che, dal 1941 fino alla fine della seconda guerra mondiale, sorvolarono i cieli russi per arrestare l’avanzata tedesca.
Delle loro imprese, della loro audacia e del loro estremo coraggio ci racconta Ritanna Armeni in questo splendido saggio storico su un gruppo di donne che “possono essere tradite dalla Storia, anche quando ne hanno preso attivamente parte e hanno contribuito a darle corso“.

Arrivano di notte all’improvviso, seminano il terrore e poi toccano di nuovo il cielo. Misteriose, sfuggenti, inafferrabili. Sembrano streghe. Nachthexen, streghe della notte.


una donna puàò tuttoUNA DONNA PUÒ TUTTO
1941: volano le Streghe della notte

di Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie
Anno 1ª edizione: 2018
pagine 230  | ★ ★ ★ ★ ★

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Dopo numerose negazioni da parte della direttrice del Museo della Grande guerra patriottica, la scrittrice riesce ad ottenere un incontro con Irina Rakobolskaja, l’ultima strega ancora vivente all’epoca della ricerca. Grazie al suo racconto e alla pubblicazione di questo libro, l’Armeni è riuscita a squarciare il velo dell’oblio nel quale erano state confinate, regalandoci una storia gelosamente custodita in patria e semi-sconosciuta nel resto del mondo, per la quale le saremo eternamente grati.

Irina- vice comandante del reggimento –  ha ormai novantasei anni, seduta sul suo letto divano, infagottata in scialli e cappello di lana, sembra a prima vista un’adorabile vecchina. Ma dietro gli spessi occhiali c’è uno sguardo vispo e una memoria di ferro dal quale attinge il lungo racconto della nascita del 588° reggimento.

Devo raccontare la favola – dura, crudele come tutte le favole – di un gruppo di giovani che volevano a tutti i costi una parità che pareva impossibile, un’emancipazione che superava ogni limite e che alla fine ce l’avevano fatta. Al loro Paese e alla Storia avevano mandato il messaggio che «le donne possono tutto» . Erano così forti da diventare, nella fantasia di chi le combatteva, magiche e misteriose come le streghe.

Ritanna Armeni e la sua collaboratrice Eleonora si ritrovano così per lunghe settimane ad ascoltare il racconto della strega, che non ammette interruzioni e domande. Al racconto della nascita, formazione e scioglimento a guerra conclusa del reggimento, alterna racconti sulla sua vita privata e quella delle sue compagne superstiti al ritorno alla vita quotidiana.
La sua storia è ricca di coraggio, determinazione, senso di appartenenza ad una patria che mal gradiva un reggimento tutto femminile ma al cui ruolo, essenziale e cruciale, il governo e la Storia dovettero arrendersi.

 

Nelle mie letture stavo scoprendo, invece, che c’era un volto femminile della guerra, che le donne non erano state solo vittime dei disastri materiali e morali del conflitto, che per loro non c’erano state solo sofferenza, costrizione, obbedienza. Le streghe non avevano subìto la Storia, all’opposto, le avevano chiesto un ruolo di primo piano; avevano fatto della guerra un’occassione di emancipazione, avevano colto nel conflitto l’opportunità di allargare la propria sfera di libertà. Non era bastata loro l’eguaglianza a scuola o sul lavoro promessa dalla patria socialista, non erano stati sufficienti i manifesti che sui muri delle città e dei paesi annunciavano che le donne potevano salire sui trattori, andare nei cantieri e sugli aerei. Avevano preteso anche la parità tragica e feroce delle bombe e della morte. Per averla si erano scontrate con chi non intendevano riconoscere la loro scelta. A quanto pareva, dallo scontro erano uscite vincitrici. Tutte le streghe, quando raccontavano la loro avventura, ripetevano con orgoglio di aver dimostrato di valere più degli uomini.

Ho amato questo libro non solo perchè mi piacciono le storie poco conosciute – soprattutto quando si tratta di eventi storici e per di più così importanti da averne cambiato il corso – ma anche per la liricità della scrittura. Ritanna Armeni racconta la storia delle streghe ma anche i suoi incontri con Irina, mostrandoci le prime e vivide emozioni provate al cospetto dell’ultima strega intenta a raccontare.
Una donna può tutto” è sì un saggio storico, ma anche il racconto di un gruppo di donne coraggiose che cercò ed ottenne la parità con l’uomo sfidando il freddo e la morte. Nei 2300 viaggi che compirono nelle notti della grande guerra patriottica, molte di loro morirono sui loro fragilissimi Polikarpov, un rischio che accettarono fin da subito. Non mancano, infine, nei ricordi di Irina scene di giornate tranquille, di chiacchiere tra donne, di risate, di progetti e di matrimoni desiderati e avvenuti; di amicizia pura ed incondizionata, ma anche di tanta disciplina, di fallimenti e di grandi vittorie.

Solo dopo qualche giorno vengo a capo della mia amarezza, Per mesi, lavorando su queste pagine, avevo cercato di rendere vicina alle donne di oggi la vita ormai lontana delle streghe e di restituire all’esperienza di Irina e delle sue compagne la forza, l’intensità e l’eccezionalità che il tempo inevitabilmente tendeva a offuscare. Non avevo voluto raccontare la loro storia per celebrare o per rendere omaggio a un passato glorioso, ma perchè l’affermazione provata sul campo, che “le donne possono tutto” aveva un valore nel presente, anzi, soprattutto, nel presente.

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