“IL DOTTOR JEKYLL E MR. HYDE” di Robert Louis Stevenson

A quasi metà anno, posso considerare definitivamente il 2020 come il mio anno dei classici.
Da inizio anno, infatti, ho recuperato molti dei classici della letteratura mondiale che desideravo leggere e Il dottor Jekyll e Mr. Hyde è una di loro, una di quelle storie che conoscevo senza averlo però mai letto.
Conoscere la storia di questo “doppio” direttamente dalla penna di Stevenson è stata una piacevole scoperta e una lettura interessante.


dr jekyll e mt hydeIL DOTTOR JEKYLL E MR. HYDE
di Robert Louis Stevenson

Editore: Feltrinelli
Anno 1ª edizione: 1886 (ed. italiana 1905)
Titolo originale: Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde
128 pagine

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Voto
★ ★ ★ ★ ★


Mr. Utterson, avvocato freddo, parco, lungo, magro, malconcio negli abiti, orrido e nondimeno a suo modo amabile durante una passeggita serale con l’amico Mr. Enfield per le strade di Londra, s’imbatte in quella che è stata chiamata La Casa del Ricatto.
Qualche settimana prima, secondo il racconto di Mr. Enfield, all’angolo di una viuzza trasversale la figura di un uomo claudicante si scontra con una bambina. In un attimo di pura follia l’uomo iniza a calpestare il corpo della bambina le cui urla strazianti attirano numerose persone e ovviamente i suoi genitori.
La vicenda si conclude con il pagamento di una grossa somma di denaro – da parte di Mr. Hyde – a mezzo di un assegno firmato da una delle personalità più conosciute e rispettate di Londra, dottor Jekyll, che però non resiede in quella casa a Soho.

Non è poi così facile descriverlo. C’è qualcosa di strano, molto strano, nel suo aspetto; qualcosa di sgradevole, addirittura detestabile. Non ho mai incontrato nessuno che mi risultasse tanto sgradevole, eppure non riesco a capire perchè.
Deve avere una qualche deformazione; comunica una strana, forte sensazione di deformità e nondimeno non sono in grado di precisare quale. E’ senza dubbio un uomo dall’aspetto peculiare, tuttavia non c’è dettaglio che io possa indicare come fuori dalla norma.

Comincia così la storia di un uomo che scopre involontariamente un agente chimico in grado di creare una seconda personalità, diversa nel fisico e nel carattere, con la quale rivivere le gioie di una gioventù perduta senza intaccare il buon nome acquistato negli anni. Basta una piccola fiala bevuta tutta d’un fiato per passare dal Dottor Jekyll al ripugnante Mr. Hyde. Un giochetto che inizialmente dura pochi attimi, il tempo di gioire della scoperta di una combinazione chimica tanto rivoluzionaria. Quando però Edward Hyde comincia prendere il sopravvento, quando il suo egoismo comincia a vagare liberamente per la fuligginosa Londra di fine ‘800 seminando paura e panico, tornare nei panni del rispettabile dottore diventa difficile. Il gioco sfugge dalle mani del suo conduttore e Hyde – usando le parole di Mario Trevi – diventa il Golem che sfugge al governo del rabbi che lo ha costruito.

Fin dal primo respiro di questa nuova esistenza mi resi conto di essere più malvagio, dieci volte più malvagio, di essere lo schiavo del mio male originario. In quel momento questo pensiero mi inebriò e mi deliziò come una coppa di vino. Stesi le braccia esultando alla novità di queste sensazioni

Quella raccontata da Stevenson è una storia che se non conoscessimo bene, se non sapessimo già cosa si cela dietro questa doppia personalità, faticheremmo a comprendere se non arrivando all’ultimo ed essenziale capitolo: Le confessioni di Henry Jekyll.
La bellezza di questo ultimo, esplicativo e risolutivo capitolo, risiede nella confessione, da parte del dottore, di avvertire la necessità di scrivere la sua scoperta e le sue conseguenze e l’urgenza di tenerle nascoste al suo doppio che, in preda all’ira, aveva già strappato e dato alle fiamme numerose confessioni.

Dunque, sebbene in me coesistessero due volti e due personalità, l’uno era interamente malvagio, mentre l’altro era ancora il vecchio Henry Jekyll, amalgama incerto e incoerente della cui ricomposizione e del cui miglioramento avevo ormai imparato a disperare.

Il dottor Jekyll e Mr. Hyde è quindi una grande allegoria della doppia personalità che sarebbe insita in ognuno di noi, il Bene e il Male che duellano sotto la stessa pelle. Quale prevarrà? Al dottor Jekyll serve un agente chimico per scindere le due parti ma all’uomo cosa serve? Cosa scatena l’emergere di una personalità sull’altra?

Ci saranno dopo di me altri che porteranno avanti le mie ricerche ed è possibile avanzare la supposizione che verrà il giorno in cui si scoprirà che l’uomo è unicamente un puro agglomerato di soggetti diversi, multiformi e indipendenti gli uni dagli altri.

3 pensieri riguardo ““IL DOTTOR JEKYLL E MR. HYDE” di Robert Louis Stevenson

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