“CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA” di Gabriel García Márquez | GdL recensione

Cronaca di una morte annunciata è stato il libro di metà Giugno del gruppo di lettura LiberTiAmo. Un romanzo breve che ho accettato di leggere di buon grado perchè mi avrebbe permesso di conoscere meglio Gabriel García Márquez.
Questo racconto prende spunto da una storia vera accaduta negli anni ’50 quando lo scrittore apprese la morte di Cayetano, un amico di vecchia data brutalmente ucciso sulla soglia di casa. Il suo fu un delitto d’onore che rimase impresso nella memoria dello scrittore che, fin da subito, maturò l’idea di scrivere un romanzo, ma venne convinto dalla madre a non pubblicarlo prima della morte della madre di Cayetano, per rispetto al suo dolore e in segno della loro amicizia e vicinanza.

Per anni non potemmo parlare d’altro. Il nostro comportamento quotidiano, governato fino a quel momento da tante consuetudini lineari, aveva cominciato a girare di colpo intorno a un medesimo affanno comune. I galli dell’alba ci sorprendevano mentre cercavamo di riordinare le numerose casualità incatenate che avevano reso possibile l’assurdo, ed era evidente che non lo facevamo per una semplice ansia di chiarire misteri, ma piuttosto perchè nessuno di noi poteva continuare a vivere senza sapere con esattezza qual era il posto e la missione che ci aveva assegnato la fatalità.


cronaca di una morte annunciataCRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
di Gabriel García Márquez

Editore: Mondadori
Anno 1ª edizione: 1981
Titolo originale: Crónica de una muerte anunciada
138 pagine

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Voto
★ ★ ★ ☆ ☆


Il romanzo racconta la morte di Santiago Nazar , ucciso dai fratelli Pedro e Pablo Vicario intenzionati a lavare con il sangue il disonore arrecato alla loro sorella. Ángela Vicario è la figlia minore di una modesta famiglia che viene data in sposa ad un misterioso, ricco e affascinante straniero, Bayardo San Román. Il matrimonio – conveniente per la famiglia – viene organizzato senza fretta, senza badare a spese e nello sfarzo più assoluto. Durante la prima notte di nozze però la sposa viene rimandata a casa perchè non più vergine, pestata brutalmente dal marito sotto gli occhi dei genitori di lei e costretta a confessare il nome dell’amante. E così i due fratelli, ancora sbronzi e vestiti per le nozze vanno incontro a Santiago Nazar.

I gemelli tornarono a casa poco prima delle tre, chiamati d’urgenza dalla madre. Trovarono Ángela Vicario gettata bocconi su un sofà della sala da pranzo e con il viso pesto di colpi, ma aveva smesso di piangere. «Ormai m’era passato lo spavento » mi disse. «Anzi: sentivo come se finalmente mi fossi tolta di dosso il sapore della morte, e l’unica cosa che desideravo è che tutto si risolvesse in fretta per buttarmi a dormire. » Pedro Vicario, il più deciso dei fratelli, la sollevò in aria per la vita e la sistemò seduta sul tavolo da pranzo.
“Dai, bella” le disse tremando di rabbia, “dicci chi è stato.”
Lei indugià appena il tempo necessario per pronunciare il nome. Lo cercò nelle tenebre, lo trovò a prima vista tra i tanti nomi confondibili di questo mondo e dell’altro, e lo lasciò inchiodato alla parete con la sua freccia imprecisa, come una farfalla senza più scampo la cui sentenza era scritta per sempre.
«Santiago Nasar» disse.

Mai come in questo romanzo il titolo è emblematico e tremendamente riassuntivo. La storia raccontata da Marquez è circolare: comincia con la morte di Santiago e attraverso un viaggio a ritroso, volto a ricostruire gli eventi e le modalità dell’omicidio, ritorna sul corpo della vittima. Ciò che rende Cronaca di una morte annunciata un romanzo diverso dagli altri è sicuramente il sentimento che spinge il narratore a cercare la verità. Probabilmente è l’unico mosso da buone intenzioni, l’unico che davvero vuole conoscere la verità e che si interroga sui motivi – molteplici motivi – che non hanno permesso alla vittima di salvarsi. Il romanzo ha infatti la struttura di un reportage giornalistico in cui vari attori attraverso le loro testimonianze – dirette ed indirette –  permettono di ricostruire i fatti in ordine più o meno cronologico. Tutti gli abitanti di Macondo, infatti, sono a conoscenza dell’accaduto e per quanto contrari all’omicidio  in linea generale, accettano socialmente quello d’onore a patto che venga compiuto in fretta e senza troppo rumore, anche a cpsto di sarificare l’uomo sbagliato.

Marquez descrive dunque una società rurale fortemente tradizionalista e religiosa, in cui vecchi e nuovi dei, antiche credenze e ataviche superstizioni si mescolano in quel realismo magico tanto caro allo scrittore.

Cronaca di una morte annunciata è un romanzo breve, molto descrittivo in cui grande attenzione è posta sui particolari che ben si presta non solo per chi vuole approcciarsi a Gabriel García Márquez, alla sua penna e al suo mondo, prima di affrontare altre letture – più impegnative – come Cent’anni di solitudine.

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