“IL GRANDE MARE DEI SARGASSI” di Jean Rhys | recensione

Jane Eyre di Charlotte Brontë è uno dei miei classici preferiti che spesso – soprattutto sul mio profilo instagram – consiglio di leggre assolutamente.

Sebbene non ami rileggere i libri, trovo affascinanti tutti quei romanzi che si propongono come prequel o sequel delle storie che mi sono piaciute. Per questo Il grande mare dei Sargassi mi ha subito conquistato perchè tenta di raccontare – in un viaggio a ritroso nella storia – la vita di un personaggio tanto secondario quanto fondamentate allo sviluppo della trama e all’evolversi della storia d’amore tra Jane e Mr. Rochester: Bertha, la moglie pazza rinchiusa nella torre di Thornfield Hall.

Se avete letto il romanzo della Brontë sapete che di questa donna si parla poco non solo perchè viene tenuta nascosta, ma soprattutto perchè Mr. Rochester tenta, in tutti i modi, di nascondere il suo passato.


il grande mare dei sargassiIL GRANDE MARE DEI SARGASSI
di Jean Rhys

Editore: Adelphi
Anno 1ª edizione: 1966
171 pagine

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Voto
★ ★ ☆ ☆ ☆

 


Antoinette (Bertha) Watson è una donna creola, cresciuta lontano dalla madre che impazzisce subito dopo la perdita del figlio più piccolo, fratello della protagonista. Giovanissima, Bertha viene data in moglie ad un ricco uomo inglese, Mr. Rochester, il quale fin da subito mostra una certa attrazione per il mondo di lei ma non per lei: è più attratto da ciò che la circonda – paesaggio, storia, voci, leggende – e non riesce ad innamorarsi della sua sposa.
Il tarlo della gelosia ben presto s’insinua nella coppia rendendo le esternazioni di Antoinette eccessive al limite della pazzia, e lui – spinto dal disprezzo – inizia a chiamarla Bertha, come la madre pazza di lei.

A questo punto la protagonista viene sempre più ostacolata, sminuita ed emarginata dal marito in primis ma anche dalla servitù, ritrovandosi sola nella sua stessa casa e nel suo ambiente. Mr. Rochestrer esasperato decide di ritornare quindi in Inghilterra a Tornfiled Hall.

E quando ho cominciato a notare tutte queste cose su mia moglie Antoinette? Dopo che siamo partiti da Spanish Town, credo. Oppure me n’ero già accorto e mi rifiutavo di ammettere quello che vedevo? Non che avessi avuto molto tempo di accorgermi di qualcosa. Mi ero sposato un mese dopo il mio arrivo in Giamaica, e per quasi tre settimane ero stato a letto con la febbre.

Pubblicato per la prima volta nel 1966 Il grande mare dei Sargassi è stato fin da subito considerato il capolavoro della Rhys, con il quale nel 1967 si aggiudica il WH Smith Literary Award.

Nonostante una grande aspettativa e le mie buone intenzioni di lettura, il romanzo non mi ha stregato come avrei voluto. Probabilmente nella mia testa ha dovuto subire lo scontro con Jane Eyre a cui si ispira e, personalmente, ne è uscito perdente. Questo non significa che il romanzo della Rhys sia brutto, anzi ne riconosco il valore letterario ma a fine lettura non ero contenta. Probabilmente questo è dipeso anche dalla scrittura così schietta, cruda e sincera della scrittrice con la quale mette in scesa il tema della schiavitù, dell’emarginazione della povera Bertha e della sua reclusione nella torre.

A differenza di Jane Eyre non c’è traccia di amore – coniugale, materno, amicale  – e certamente qesto rende il romanzo triste e melanconico.

Ciò che più ho apprezzato del romanzo è stata la possibilità di conoscere la storia di un personaggio minore, e geniale è stata l’idea di ricostruire la sua vita a partire da un romanzo scritto più di 100 anni prima.

4 pensieri riguardo ““IL GRANDE MARE DEI SARGASSI” di Jean Rhys | recensione

    1. Gentile Roberta, rispetto la sua opinione ma non la condivido. Le mie “recensioni” sono frutto di un personalissimo pensiero e “de gustibus non est disputandum”. Si può riconoscere la grandezza di un romanzo ma questo non necessariamente può incontrare il gusto del lettore.

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