“DRACULA” di B. Stoker | recensione

recensione dracula bram stoker

Che razza di uomo è questi, o che specie di creatura è sotto sembianze umane? Il terrore di questo luogo orribile mi sovrasta; sono in preda alla paura, a una paura schiacciante, e per me non c’è scampo; sono accerchiato da terrori ai quali non oso neppure pensare…

DRACULA di Bram Stoker è un classico della letteratura di cui tutti conosciamo la trama, ma quanti hanno davvero letto il romanzo? Io sono una di quelle persone che pensava di conoscere perfettamente la storia del vampiro più famoso al mondo…e invece ne conoscevo solo una parte.
Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1897 e ad ispirarlo – secondo la leggenda – fu un incubo in cui tre donne spettrali e dai lunghi canini affilati, si avvicinavano, con fare suadente e minaccioso alla gola dello scrittore. A fermare queste tre creature sensuali interviene un anziano uomo in grado di emanare un grande carisma e un cieco sentimento di terrore.

Da qualche parte, sbucando dall’ombra, mi è sembrato di veder apparire i lineamenti del malefico viso del Conte, il naso affilato, gli occhi iniettati di sangue, le labbra rosse, l’orribile pallore.


Dracula vampiro Bram StokerDRACULA
di Bram Stoker

Editore: Feltrinelli
Anno 1ª edizione: 1897
535 pagine

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Voto
★★★★☆


Il romanzo si apre raccontando con il lungo viaggio che il giovane Jonathan Harker intraprende verso la Transilvania, per curare l’acquisto di alcune case a Londra per il Conte Dracula. Ma una volta giunto al castello non impiega molto a comprendere la natura malvagia del Conte e tenta di scappare da quel luogo terrificante. Dracula, nel frattempo, raggiunge Londra dove seduce e contagia con il suo morso letale la giovane Lucy Westenra, amica intima della fidanzata di Jonathan, Mina Murray. Proprio quando Lucy sembra peggiorare in questa malattia a tutti sconosciuta, Mina è costretta ad accorrere in soccorso di Jonathan. Ad occuparsi della giovane Lucy si offrono il dottor Seward, il suo maestro il dottor Van Helsing, il fidanzato Arthur Holmwood e l’amico Quincey Morris. Come sappiamo, purtroppo il loro intervento non riuscira ad impedire che Lucy si trasformi a sua volta in un vampiro e, proprio grazie a questo “fallimento”, decidono di combattere il Conte.

Il nosferatu non muore come l’ape una volta che ha punto. Lui è più forte; e essendo più forte ha ancora più potere di fare il male. Questo Vampiro che è tra di noi è anche lui così forte di persona come venti uomini; è astuto e malfido più che altro mortale, perché la sua malvagia astuzia cresce con l’età; lui si giova anche di aiuto della negromanzia, che è, come da sua etimologia, previsione di futuro per mezzo dei morti, e tutti i morti che lui può avvicinare sono ai suoi ordini; è una bestia, ma più che una bestia; è un demonio insensibile, e in lui non esiste cuore; lui può, senza limiti, manifestarsi quando e come vuole, e in qualsiasi forma sia in lui; lui può, nell’ambito di sua presenza, comandare gli elementi: la tempesta, la nebbia, il tuono; può comandare ogni essere inferiore: il topo e il gufo, e il pipistrello – e la falena, e la volpe, e il lupo; può crescere di statura, e farsi piccolo; e può a volte svanire in niente e ritornare irriconoscibile.

Leggere Dracula è stata una piacevole scoperta! Conoscevo la trama ma solo grazie alle mille versioni cinematografiche che questo romanzo ha ispirato. Ma leggere la storia raccontata direttamente dalla mano del suo genitore non ha prezzo.
Ciò che più ho apprezzato è il graduale aumento di suspense che si intensifica a mano a mano che ci si avvicina allo scontro finale, e quindi alla fine del libro. Ad un certo punto ero anche io stanca delle sottili e malvagie furbizie del Conte e non vedevo l’ora che venisse sconfitto.
Ciò che invece ho apprezzato meno – e di questo ve ne ho già parlato in altri post – è la forma diaristica con cui è stato concepito l’intero romanzo. Infatti tutta la storia viene raccontata dai singoli personaggi/ protagonisti attraverso i loro diari, le loro lettere e qualche documento ufficale. Questo fa sì che la storia possa muoversi in avanti e indietro nel tempo (ad esempio quando si rileggono i diari di Jonathan prigioniero a Castel Dracula) ma anche di conoscere dai singoli interessati i personali punti di vista (ad esempio quando lucy racconta il suo malessere e gli incontri con il Conte ). Questo però porta a perdersi un pò e a seguire con qualche difficoltà lo svolgersi della trama.

Nell’estate di quest’anno abbiamo fatto un viaggio in Transilvania, ritornando sui luoghi che sono stati, e sono, così gravidi di vivide e terribili memorie. Ci sembrava quasi impossibile credere che le cose che avevamo visto con i nostri occhi e sentito con le nostre orecchie fossero davvero cose vere e realmente vissute. Ogni traccia di quel che era accaduto era stata cancellata. Solo il castello si ergeva al suo posto come un tempo, a dominare una landa desolata. Quando siamo tornati a casa abbiamo spesso parlato dei vecchi tempi – cui ora possiamo tornare senza angosce, dato che anche Godalming e Seward sono tutti e due felicemente sposati. Dalla cassaforte in cui le avevamo riposte tanto tempo fa, dopo il nostro ritorno, ho tirato fuori le nostre carte. Siamo rimasti colpiti dal fatto che, in tutto l’enorme materiale conservato, non vi è nulla che possa essere considerato un documento oggettivo! Il tutto si riduce a una grande quantità di fogli scritti a macchina, a eccezione degli ultimi diari di Mina e di Seward e miei, e del memorandum di Van Helsing. Difficilmente potremmo chiedere a qualcuno, anche se lo volessimo, di considerare il tutto come prove di una vicenda così assurda.

L’unica vera pecca di tutto il romanzo sono state le 534 pagine, a mio parere eccessive. La forma diaristica, infatti, ha permesso che molti episodi venissero raccontati varie angolazioni a seconda di chi scrivesse il diario, e questo non rende certo interessante e scorrevole la lettura; inoltre nei diari vengono annotati elementi del tutto superficiali e confidenze personali che allungano notevolmente il racconto senza però essere utili alla narrazione stessa.
Dracula però è un libro che ho letto con molto interesse e grande entusiasmo perchè in fondo la figura del vampiro mi ha sempre affascinato. Eppure, benchè in tutti i film e  romanzi che da lui hanno tratto ispirazione (la saga di Twilight fra tutte) il vampiro abbia tratti romantici e non fa del male all’uomo, quello descritto da Bram Stoker è l’incarnazione assoluta del male. Infatti, il conte Dracula ha i tratti caratteristici degli esseri soprannaturali ma anche – a parer mio – quello dei demoni di natura cristiana.

Ma questi pensieri si sono trasformati in repulsione e in terrore, quando ho visto l’intera figura del Conte emergere lentamente dalla finestra e cominciare a strisciare giù lungo il muro del castello sopra lo spaventoso abisso, a capofitto e con il mantello che si apriva attorno a lui come un grande paio d’ali. Sulle prime non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho pensato a un qualche trucco del chiaro di luna, a un qualche stregato effetto dell’ombra, ma ho continuato a guardare e non potevo ingannarmi. Ho visto le dita delle mani e dei piedi aggrapparsi agli angoli delle pietre, dove la calcina si era consumata con gli anni, e sfruttare così ogni appiglio e ogni irregolarità per scendere sveltamente, così come una lucertola si sposta lungo un muro. Che sorta di uomo è questo, o che sorta di creatura sotto sembianze umane?

 Se non avete mai letto il capolavoro di Bram Stoker vi consiglio di recuperarlo. Non ve ne pentirete!
Tiziana

7 pensieri riguardo ““DRACULA” di B. Stoker | recensione

    1. L’inizio è straordinario. Immette immediatamente il lettore nell’atmosfera cupa e horror del libro, poi perde un pò, è vero, ma resta comunque un libro coinvolgente ed interessante.

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