“UNA VITA DA LIBRAIO” di Shaun Bythell |recensione

recensione Una vita da libraio shaun Bythell

Ho iniziato a leggere UNA VITA DA LIBRAIO di Shaun Bythell per due sole ragioni: 1. per la copertina, 2. perchè nel titolo c’è la parola libraio.
Purtroppo si, mi capita ancora di cedere al fascino della copertina e di imbattermi in letture che non rispecchiano molto i miei gusti. In questo caso l’aggravante ha giocato un ruolo definitivo: mi piacciono i libri che raccontano di libri. Eccomi, quindi, irrimediabilmente persa tra le pagine di questo diario.
Una vita da libraio racconta le vicende reali della libreria The Book Shop , un negozio di libri usati di cui Shaun è proprietario in un piccolo paesino della Scozia, Wigtown. Lo scrittore infatti, da anni dedito alla vendita di libri, ha deciso di tenere per più di un anno un diario sul quale raccogliere storie, aneddoti, vicende e (dis)avventure del suo mestiere. Un antico mestiere che deve fare i conti con il mercato on-line e le nuove leggi di mercato dettate da multinazionali come Amazon.

Nel 2001, quando ho comprato la libreria, Internet non era ancora la mostruosa macchina distributrice di merci che è in parte diventata oggi, e molti librai inviavano ai loro clienti, per posta elettronica, i cataloghi dei titoli disponibili: da cui la necessità di fornire indicazioni dettagliate sul loro aspetto. Col passare del tempo, l’uso di termini come «dentelle in oro», «verso»,«recto»,«in ottavo», «fleuron»,«colophon» e cosí via è diventato pressoché irrilevante ai fini della vendita di libri.


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UNA VITA DA LIBRAIO
di Shaun Bythell

Editore: Einaudi
Anno 1ª edizione: 2018
Titolo originale: The Diary of Book-seller
378 pagine
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Voto
★★★☆☆


Il diario di Bythell è indubbiamente un idea particolare e interessante. Per chi ama le librerie e il mondo che le ruota intorno, è sicuramente una lettura intrigante e coinvolgente. Il mondo raccontato dallo scrittore/libraio è ironico e coinvolgente fino a 2/4 del libro, dopo i quali diventa estremamente monotono.
Ciò che lo rende davvero interessante, però, sono gli aneddoti strampalati di cui i clienti sono protagonisti: clienti che pretendono sconti su libri già scontati; clienti che dissemino libri a casaccio nel locale; clienti che cancellano e sostituiscono i prezzi scritti a matita sulle etichette e si presentano al bancone convinti che il libraio gli venderà un volume del 1800, rilegato in cuoio, ad una sterlina e mezzo. Bythell che non è un libraio improvvisato, reagisce a provocazioni, atti di inciviltà e superbia da vero gentleman, porgendo all’acquirente risposte sagaci, ironiche e pungenti.

Le persone davvero interessate ai libri sono rare, ma coloro che pensano di esserlo sono molto più numerosi. Riconoscerli è facilissimo: entrano in libreria e la prima cosa che fanno è presentarsi come «appassionati di libri», poi non fanno che ripeterti che «amano i libri». Sulle magliette che indossano o sulle loro borse ci sono slogan che spiegano con precisione fino a che punto pensano di adorare i libri, ma il modo più sicuro per identificarli è che mai, nemmeno una volta, ne comprano uno.
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Shaun Bythell in posa davanti alla sua libreria.

Il libro, inoltre, è animato da una nutrita folta di personaggi che arricchiscono il racconto e, alcuni, sono essenziali alla gestione della libreria stessa. Nicky prima fra tutte. Lei è l’assistente bizzarra e inefficiente della cui collaborazione, però, Bythell non riesce a fare a meno. Ogni compito a lei affidato non verrà svolto; quando in negozio un libro è fuori posto o un ordine on-line viene evaso con un libro diverso da quello ordinato c’è sempre lo zampino di Nicky. La sua eccentricità però è la chiave di volta nelle situazioni più drammatiche e più di una volta giunge in aiuto di Bythell…a modo suo.

All’interno del libro lo scrittore non manca di parlare di uno dei problemi che sta sconvolgendo e modificando il mondo dei libri: Amazon. Bythell è un libraio tanto convinto del potere dei libri cartacei, quanto moderno e intelligente da capire che, la sua attività non potrebbe sopravvivere se non vendesse i suoi libri anche su piattaforme on line come Amazon , appunto, e Abebooks. Comprende quanto necessaria alle sue finanze sia la vendita on line, ma non a tal punto da accettare una lettura diversa dal supporto cartaceo. E allora decide di impallinare il suo Kindle e di metterlo in bella mostra in negozio

Una cliente ha preso in mano un libro di Lyn Andrews e ha annunciato alla sua amica: «Lo sto leggendo sul Kindle proprio adesso!» Spero sinceramente che abbia notato il mio Kindle impallinato appeso a mo’di trofeo, e ne sia stata indotta a riflettere sui danni potenziali che gli e-reader potrebbero causare alle librerie; ma in realtà dubito che si sia mai data la pena di riflettere su alcunché.

Ho letto il libro con interesse, soprattutto perchè racconta un anno di vita vera all’interno della libreria, ma ho trovato eccessive le 378 pagine che lo compongono. A mio parere è estremamente lungo e ripetitivo. Inoltre il libro – come è prevedibile – seguendo l’ordine cronologico, riporta in alto a sinistra la data corrispondente come il genere diaristico richiede. Questo ha fatto sì che venissero riportate anche situazioni del tutto inutili e superflue quali bere una pinta al bar con gli amici; l’organizzazione degli orari dei dipendenti; una visita dal dentista ecc. Elementi che, se da un lato rispondono alle esigenze della forma narrativa scelta, rendendo il racconto più veritiero – hai la consapevolezza che lo scrittore non ti sta raccontando frottole – dall’altro possono annoiare e allungare, eccessivamente e inutilmente, la narrazione. Per questo motivo ho valutato il libro con solo tre stelle perchè se da un lato, l’idea è molto carina e permette al lettore di respirere l’odore tipico di una libreria dell’usato, dall’altro l’estrema lunghezza crea non poche difficoltà a giungere alla fine del libro.

Di una cosa però sono sicura, questo libro ha confermato la mia idea sull’acquisto dei libri usati e sul motivo che mi spinge ad aggirmi per le bancarelle :

Va da sé che uno stesso libro può essere bello per una persona e brutto per un’altra: è una questione del tutto soggettiva.


Se l’avete letto anche voi fatemi sapere cosa ne pensate 😉

 

Buona Lettura,

 

Tiziana

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2 pensieri riguardo ““UNA VITA DA LIBRAIO” di Shaun Bythell |recensione

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