LA SOVRANA LETTRICE di Alan Bennett | recensione

I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo, Sir Kevin; non so cosa darei per averne di più.

 LA SOVRANA LETTRICE di Alan Bennett è un piccolo romanzo – di appena 95 pagine – edito da Adelphi nel 2007 con il quale lo scrittore descrive e racconta il grande piacere della lettura. Per farlo si avvale di un illustre protagonista, la regina Elisabetta II, colei che possiede uno dei sogni più ambiti di noi lettori: una immensa biblioteca personale all’interno del suo palazzo.
Il libro si apre presentando la sovrana intenta a richiamare all’ordine i suoi cani, quando si imbatte in un piccolo furgoncino fermo nel giardino del palazzo reale. Il furgoncino è una biblioteca mobile che ogni settimana presta i suoi libri ad alcuni dipendenti al servizio della regina. Da questo incontro la sovrana scoprirà la grande gioia che si prova leggendo un libro e da quel momento la sua vita privata e pubblica non sarà più la stessa.
Non aveva mai avuto molto interesse per la lettura. Leggeva, naturalmente, ma la passione per i libri la lasciava agli altri. Era un hobby e la natura del suo mandato non prevedeva hobby […] inoltre, leggere non era agire, e lei era una donna d’azione.

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di Alan Bennett

Editore: Adelphi
Anno 1ª edizione: 2007
95 pagine
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Voto
★★★★☆

 

 


La regina conosce in quell’occasione il signor Hutchings, proprietario della biblioteca itinerante, e Norman un ragazzo bruttino dai capelli rossi che lavora nelle cucine di palazzo con una grande passione per i libri. Dopo aver chiacchierato con i due – alquanto sconvolti dalla presenza della regina in persona – Sua maestà prende in prestito un libro iniziando a leggere con avidità e costanza, a tal punto da perdere l’interesse per tutte le mansioni che, in quanto sovrana, le spettano e competono. L’amore per i libri è immenso e non riesce ad appagarlo, sulla scivania, infatti, ha sempre pronto uno o due libri di scorta.

Stava scoprendo che un libro tira l’altro; ovunque si voltava si aprivano nuove porte e le giornae erano sempre troppo corte per leggere quanto avrebbe voluto

Per questo decide di nominare Norman come suo personale assistente di lettura.
Con il ragazzo s’instaura un rapporto molto particolare e confidenziale soprattutto perchè – pare – sia l’unico a palazzo con il quale poter discutere delle letture, degli scrittori, di nuovi libri.
Tutto questo però preoccupa Sir Kevin Scatchard, segretario privato di Sua maestà, terrorizzato dall’idea che la regina possa trascurare i suoi doveri di corte e il protocollo. Paure del tutto fondate che si manifestano in molte occasioni ufficiali…

Posava le prime pietre con meno slancio e se doveva varare una nave la mandava a scorrere giù per lo scalo senza tante cerimonie, come una barchetta su uno stagno; e intanto pensava al libro che l’aspettava

Quello raccontato da Bennett in questo romanzo è il classico esempio del potere che i libri possono esercitare sulle persone. In questo caso usare, niente meno che la regina Elisabetta come “cavia”,  è quanto mai azzeccato. In effetti Lei incarna quel tipo di donna che possiede tutto, e quello che non ha può ottenerlo facilmente. Eppure in ottanta anni di vita non ha mai provato l’ebbrezza della lettura; dal momento in cui prende il primo libro in mano la sua vita cambia, cambia anche il suo approccio ad essa e il rapporto con gli altri. Cambiamento che viene accolto male dal suo entourage, dai suoi familiari e dai capi di stato con cui entra in contatto, infatti presto circola voce di quanto ormai sia anziana e – noi oggi diremmo senza troppi convenevoli – che sta “perdendo colpi”.
Io ho sorriso molto di fronte a queste dicerie perchè in fondo noi lettori siamo sempre considerati un pò strambi, molti non comprendono cosa ci sia di così interessante nei libri tanto da tenerci sempre il naso infilato dentro.
Dopo aver letto questo libro mi viene voglia di regalare un libro a chiunque la pensi in questo modo, perchè spiegare la magia che si prova leggendo è riduttivo – non impossibile, è chiaro – ma a volte bisogna sbatterci la testa per capire…ops volevo dire il naso.
Se cercate un romanzo breve, un romanzo con cui superare il blocco del lettore o semplicemente amate i libri che parlano di libri LA SOVRANA LETTRICE  è il libro giusto per voi. Oltre alla sua brevità la scrittura, semplice e scorrevolissima, di Alan Bennett vi sorprenderà e vi incollerà alla pagine.

 

Non si mette la vita nei libri. La si trova.

 

Buona Lettura,

 

Tiziana

 

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