“IL DISCEPOLO “di Elizabeth Kostova | recensione


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IL DISCEPOLO

di Elizabeth Kostova

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2006
Pagine: 668
Titolo originale: The historian
Amazon cartaceo | ebook

Voto
★★★★

 

Non è mai stata mia intenzione mettere per iscritto la storia che state per leggere. Di recente, tuttavia, una serie di eventi mi ha spinta a ripensare agli episodi più tormentati della mia vita e di quella delle persone che più ho amato. Questo è il racconto di come, a 16 anni, andai alla ricerca di mio padre e del suo passato, di come lui stesso si mise sulle tracce del suo adorato mentore, e di come insieme ci troviamo a percorrere uno dei sentieri più bui della storia.

Il discepolo di Elizabeth Kostova è un romanzo che ho amato da ragazzina, uno dei primi libri con il quale mi sono avvicinata alla lettura. Ricordo di averlo apprezzato per la sua trama misteriosa e per la figura del vampiro allora molto inflazionata. Ricordo anche di averlo letto con foga e senza troppa analisi critica come invece sono abituata a fare oggi. Motivo per il quale ho deciso di rileggerlo e di godermelo con occhi diversi e con un animo più incline a valutarlo per quello che è realmente.

 

Voce narrante del romanzo è la figlia di un benestante ricercatore, Paul, la quale si ritrova spesso sola nella grande casa di famiglia perchè suo padre è spesso lontano da casa per lavoro. Essendo affidata alle cure di Mrs. Clay, la giovane si ritrova costantemente a vagare nella libreria paterna, dove una sera fa una strana scoperta dando avvio al romanzo:

 Da tempo mi aveva concesso di accedere liberamente alla sua collezione di libri, e quando era in viaggio passavo le ore seduta a fare i compiti alla scrivania di mogano, oppure curiosando tra gli scaffali che tappezzavano le pareti. Solo in seguito compresi che doveva aver dimenticato un tomo su uno dei ripiani più alti o, più probabilmente, era convinto che non sarei stata in grado di arrivarci; fatto sta che una notte ci trovai non solo una traduzione del Kamasutra, ma anche un volume molto più antico insieme a un plico di fogli ingialliti.
Ancora adesso non so spiegare che cosa mi spinse a prenderli, ma l’immagine al centro del libro, l’odore di vecchio proveniente dalle sue pagine e la scoperta che quelle carte erano lettere private mi attrassero in modo irresistibile.

La giovane protagonista – il cui nome non viene mai rivelato – si ritrova ad aprire una ferita dolorosa e sanguinante nonostante una parvenza di rimarginazione. Infatti, dopo aver trovato le lettere, chiede chiarimenti al padre il quale, con riluttanza, ma felice di poter condividere un peso così grande, decide di inizare a raccontarle la sua storia e la sua vita. Il romanzo prende avvio sviluppandosi come un lungo racconto della vita di Paul, di Helen sua moglie e mamma della ragazzina, della loro storia d’amore ma soprattutto delle circostanze che permisero il loro incontro.
Tutto comincia quando Paul una sera s’imbatte in uno strano libro che non ricordava di aver preso ma che lo affascinava per la rilegatura e l’aspetto così antico

Una sera di primavera – quell’epoca studiavo per il dottorato –  mi trovavo alla mia scrivania nella biblioteca universitaria, solo, tra migliaia di libri. Alzando gli occhi mi accorsi che qualcuno aveva lasciato un volume sullo scaffale sopra la mia scrivania. Avevo un elegante tra coperte impresso sulla copertina.
Non ricordavo di averlo mai visto prima, così lo raccoglie lo esaminai. Era rilegato in morbido cuoio sbiadito e le pagine sembravano molto vecchie. Si aprì spontaneamente proprio al centro, rivelando una xilografia di grandi dimensioni: un drago, con le ali spiegate, la lunga coda ricurva gli artigli protesi. Tra le zampe teneva uno stendardo, su cui è scritto una sola parola in caratteri gotici: «Drakulya».

Il libro esercita fin da subito un fascino particolare su Paul, il quale si ritrova a fare ricerche sulla figura di Dracula come personaggio inventato da Stoker ma anche come personaggio storico: Vlad Tepes. Da quel momento la sua vita verrà sconvolta da una lunga serie di eventi tanto orrendi quando soprannaturali che lo portano a compiere un lungo viaggio da Amsterdam a Instabul, dalla Transilvania ai Pirenei sulle tracce di un antico mistero ed enigma di cui il libro è la chiave. Enigma che altri studiosi hanno tentato invano di decifrare. Paul scopre inoltre di non essere solo, infatti incontra altri storici, alcuni in possesso della stessa identica copia del volume dalle pagine bianche con al centro quel terribile drago alato. Grazie alle loro conoscenze, alle ricerche tra leggende e storia locale riusciranno ad arrivare a lui. Al Male in persona. E ad incontrarlo…vivo.

Il rischio di spoiler è molto alto, ragion per cui non vi dico altro sulla trama. Ciò che invece posso dirvi è che Il discepolo è un romanzo nel quale horror, thriller, romanzo storico e psicologico si commistionano alla perfezione. Se amate la Storia, la storiografia, le ricerche, l’odore di inchiostro e muffa, di cuoio e di antico allora tra le pagine di questo romanzo vi sentirete a casa.
Io adoro i libri come questo, dove l’enigma si risolve a piccoli pezzi. Dove ognuno di loro  si rileva solo dopo aver risolto il precedente e dopo aver studiato l’antagonista. Insomma se cercate un libro che vi lasci con il fiato sospeso fino all’ultima pagina il romanzo della Kostova potrebbe essere un ottimo regalo per Natale.

Il drago scese nella nostra vallata.
Bruciò i raccolti e rapì le fanciulle.
Spaventò il turco infedele per proteggere i nostri villaggi.
Il suo fiato seccò i fiumi e noi li attraversammo.

 

 A presto,

Tiziana

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