Narrativa · recensione

LE CORREZIONI~ J. Franzen ‖recensione‖ LiberTiAmo

 

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Titolo: Le correzioni
Autore: Jonathan Franzen
Edito da: Einaudi
Data pubblicazione: ottobre 2010
Cartaceo: 12.75 €
Ebook: 6.99€
Genere: Narrativa
Pagine: 604
Traduttore: Silvia Pareschi
ISBN:  9788858403518

 

 

 

La sola cosa che non dimenticò mai fu come rifiutare. Tutte le correzioni di Enid erano state inutili. Era testardo come il giorno in cui l’aveva incontrato. E tuttavia quando morí, dopo averlo baciato sulla fronte ed essere uscita con Denise e Gary nella tiepida notte di primavera, Enid sentí che niente poteva più uccidere la sua speranza, niente. Aveva settantacinque anni e intendeva cambiare alcune cose nella sua vita.

 

Questo mese io ed Elisa pubblichiamo con grande ritardo la recensione di questo libro che è stato oggetto di lettura nel gruppo LiberTiAmo nei due mesi precedenti. Spero non vi dispiaccia aver atteso così a lungo…anzi bando alle ciancie non voglio dilungarmi ulteriormente. Andiamo al sodo e alla recensione de Le Correzioni di Jonathan Franzen, un romanzo molto particolare e apprezzato dalla critica.

 

• SINOSSI •

Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l’uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l’altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell’America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all’università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.

 

• RECENSIONE •

Le correzioni, a detta di molti, risulta essere il miglior romanzo dello scrittore. Pare infatti che quelli che l’hanno preceduto e quelli che sono stati scritti dopo non siano all’altrezza delle vicende della famiglia Lambert. Non sono in grado di smentire e/o confermare tali dichiarazioni, semplicemente perchè non ho letto altri romanzi dello stesso scrittore. E credo che non lo farò.
La trama in sè è molto semplice, infatti il plot si sviluppa intorno all’innocua richiesta della mamma Enid di poter riunire tutta la famiglia per un ultimo Natale nella casa familiare, dal momento che una grave malattia neurodegenerativa sta lentamente consumando Alfred (il capofamiglia). La reticenza dei figli nell’esaudire la richiesta della madre trova fondamento proprio nel concetto di famiglia in cui sono cresciuti: a suon di correzioni, appunto.
Quella dei Lambet è infatti una tipica famiglia del Midwest, all’interno della quale il capofamiglia la fa da padrone, imponendo le sue scelte e le sue idee a tutti, tant’è che Enid per anni subisce, acconsente, non approva, non condivide ma, allo stesso tempo, non tenta mai di cambiare la rotta di quella nave chiamata famiglia della quale è capitano al 50%. Lungo tutta la sua vita si limita a guardare la vita degli amici e dei conoscenti con occhi sognanti, badando alle apparenze e alle fortune che gli altri sono riusciti a conquistarsi sentendosi sempre un passo indietro. E quando i figli inizieranno a tessere le fila della loro vite e carriere Enid, soprattutto, prende le distanze da tutti loro e con lei anche Alfred.
Chip, infatti, diventa professore al college, facendosi licenziare per un attegiamento contrario alla deontologogia, contravvenendo al volere genitoriale di intraprendere la carriera giuridica;
Gary. L’enfant prodige della famiglia. Il pupillo sul quale la madre aveva riposto maggiori speranze. Il primogenito ha un buon lavoro, un’ottima posizione sociale ma non riesce a contrastare la moglie che mal vede la famigia Lambert e fa di tutto pur di non trascorrere l’ultimo Natale nel Midwest;
Infine c’è Denise, la  piccola di casa. Con impegno riesce a costruirsi una carriera come chef, guadagnandosi il successo a Philadelphia. Di lei, ovviamente, la madre non è contenta: sposa un uomo più anziano dal quale poi divorzia, senza figli.

Lo scrittore concede ad ogni personaggio lo spazio di un capitolo per raccontare la loro vita e dei figli, in particolare, la loro infanzia. Un’infanzia vissuta tra mille costrizioni e la costante ricerca di affetto soprattutto da parte del padre che, invece, in giovane età è stato sempre molto freddo, distaccato e poco propenso a manifestare il suo affetto alla famiglia. Ecco pertanto l’imbarazzo dei figli quando, sotto lo stesso tetto, si ritrovano a dover gestire un padre diverso da quello che ricordano: malato, smemorato, intento a fare cose assurde e bizzarre.

Come dicevo all’inizio della recensione, la trama in sè è molto semplice, almeno nel suo nucleo centrale. Nei vari capitoli dedicati ai singoli personaggi invece, Franzen ci racconta in maniera dettagliata le parti salienti della loro vita fino ad arrivare al presente narrativo, e cioè prima del tanto atteso Natale a casa Lambet. Ognuno di questi capitoli può essere considerato una storia a sè e questo permette anche di poter leggere il libro un pò alla volta e di gustarlo a piccole dosi. Già, perchè nella sua bellezza il romanzo è, a mio avviso, eccessivamente prolisso. A volte tende a perdersi in particolari che allungano a dismisura un concetto o la descrizione di una scena che potrebbe tranquillamente essere rappresentata in uno spazio inferiore e utilizzando meno giri di parole. Non nascondo di aver saltato a piè pari alcune pagine, senza che questo togliesse nulla alla storia o mi facesse mancare elementi essenziali alla comprensione del testo nelle pagine successive.

La scrittura è molto particolare, dettagliata, minuziosa ma di ampio respiro, che permette al lettore di calarsi nella narrazione e di figurarsi ogni descrizione con grande facilità.
La mole di pagine certo non la rende una lettura “leggera”, ma se avete a disposizione un pò di tempo Le correzioni sono sicuramente un libro che vi consiglio di leggere.

 

VOTO:

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Chi di voi l’ha già letto? E’ nella vostra wishlist?

 

A presto,
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