RECENSIONE

LA CASA DEGLI SPIRITI, I . Allende

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Titolo: La casa degli Spiriti
Autore: Isabel Allende
Edito da: Feltrinelli
Prezzo: 9.50 €
Genere: Narrativa, letteratura internazionale
Pagine: 368

 

 

Ciaoooo lettori,

eccomi finalmente con la recensione di un nuovo libro. Con l’arrivo dell’estate ho deciamente più tempo libero che ovviamente dedicherò alla lettura. La casa degli spiriti era uno di qui libri che desideravo leggere da molto tempo, inserito nella wishlist da tempo immemore, trovato su una bancarella per pochi euro e divorato in pochi giorni! Vediamo duque in quale mondo meraviglioso Isabel Allende ci porta con questa saga familiare e se riesco a stuzzicare la vostra lettura.

 

• SINOSSI •

Ambientato in un periodo che va dai primi anni del ‘900 fino all’avvento della dittatura del generale Pinochet, nel 1973, “La casa degli spiriti” racconta  le vicende della famiglia Trueba, prendendo avvio dalla figura del suo capostipite Esteban. Esteban parte verso le miniere del Nord, con l’unico intento di cercar fortuna e di poter garantire una vita economicamente agiata alla sua promessa sposa Rosa Della Valle, una fanciulla dalla bellezza sconvolgente, messa in risalto dai suoi capelli venati di verde. Rosa però  viene avvelanata per errore e muore prima ancora di affacciarsi alla vita matrimoniale. Esteban dunque torna in città da sua madre e sua sorella Ferula. Quest’ultima rinuncia al matrimonio e dedica tutta la sua vita ad accudire la madre gravemente malata, covando rancore e rabbia per una vita che non le piace e per suo fratello che invece sembra esser stato baciato dalla fortuna. Esteban, non riuscendo a sopportare la convivenza con le due donne decide di trasferirsi in campagna, alle Tre Marie, riportando la tenuta all’antico splendore. La sofferenza per la perdita di Rosa però è troppo forte, violenta ed ingestibile, rendendolo un uomo costantemente insoddisfatto ed arrabbiato. Ciò  lo induce a gestire la tenuta con  pugno di ferro a tal punto da considerare sua proprietà anche tutti i mezzani. Comincia cosi una lunga serie di violenze perpetrate ai danni delle ragazze del villaggio, tra le quali Pancha Garcia, dalla quale avrà uno dei numerosi figli illegittimi, Esteban Garcia, che avrebbe poi perseguitato sua nipote.

La morte di Rosa non ha turbato solo il violento Esteban, ma anche la piccola Clara (sorella minore di Rosa), che chiusa in un impenetrabile mutismo si dedica alle sue arti soprannaturali, fino al giorno in cui la famiglia Della Valle non sentirà nuovamente la sua voce con la quale annuncia l’imminente matrimonio, prima ancora che Esteban si presenti alla porta di casa per chiederla in sposa.

Dal matrimonio nasceranno Bianca e i gemelli Jaime e Nicolas. Tre anime diverse: Bianca, testarda e sensibile, s’innamora di Pedro Terzo Garcia,  figlio del mezzano a cui suo padre affidava la tenuta in sua assenza. Il loro amore infantile, si tramuterà in un’amore passionale ed adolescenziale destinato, con il passaggio all’età adulta, ad unirli per tutta la vita. Un’amore dunque che, tra difficoltà ed ostacoli, la nascita  di Alba e il matrimonio con un altro uomo a cui Bianca  sarà costretta, li vedrà felici e liberi di amarsi  solo moltissimi anni dopo.

Jaime invece è un’anima pacifica e introversa. Dedicherà tutta la sua vita alla medicina mettendola al servizio dei più bisognosi. Trascorrerà infatti gran parte della vita e delle giornate in ospedale o per le vie della città senza però mai negare il suo aiuto alla famiglia, e in particolare a sua madre. Quest’ultima dopo l’ennesimo litigio con il burbero marito, durante il quale perde numerosi denti, interrompe qualunque legame con Esteban.

A completare il quadro familiare c’è il ribelle e irrequieto Nicolas, il quale sembra non riuscire a trovare la sua collocazione nel mondo. Comunica così a cimentarsi nelle attività più strambe, forte della disponibilità economica del padre, il quale nel frattempo, avendo intrapreso la carriera politica,  si sente ridicolizzato da queste attività. E quando finalmente Nicolas trova la sua vocazione in una nuova religione lo imbarca per l’America, dove sarà libero di potersi riunire con i suoi adepti senza minare la credibilità del senatore Trueba.

Il lettore viene invitato all’interno della vita di questa famiglia assistendo a matrimoni, nascite, amori impossibi, platonici e adulteri. Sarà accanto al letto dei malati, li vedrà soffrire e guarire, agonizzzare e morire, sarà l’occhio indiscreto di amori vissuti al buio, di brutali violenze, di rivolte e di torture. Lentamente la vita assegnerà ad ognuno dei personaggi il proprio destino lasciando infine alle due anime più affini il compito di accomiatarsi dal lettore: il nonno Esteban e sua nipote Alba.

 

• RECENSIONE •

La casa degli spiriti è stato un piacevole viaggio non solo nella vita di tutti i personaggi della famiglia Trueba e dei suoi numerosi personaggi secondari ma anche una meravigliosa scoperta della magnetica scrittura dell’Allende. Ancora una volta mi sono trovata dinnanzi ad una scrittrice di cui non avevo letto nulla, semplicemente perchè non le avevo dato la giusta precedenza su altri romanzi. La sua scrittura riesce davvero a rapire il lettore, e tenerlo legato alla sua trama, il suo magnetico realismo permette davvero di sentirsi parte della narrazione, ci si sente all’interno di una stanza con i personaggi che si muovono  intorno a noi e allo stesso tempo sappiamo cosa accade fuori. E’ davvero un esperienza di lettura inusuale, che poche volte ho riscontrato in altre opere e scrittori. Un romanzo che coniuga realtà e finzione in un interccio perfetto, una narrazione che si lascia leggere piacevolmente grazie ad uno stile semplice, e al sapiente utilizzo dell’analessi che come un amo fa abboccare il lettore rendendolo partecipe di qualcosa che verrà narrata numerose pagine dopo, ma che nel frattempo ha sortito il suo effetto: incuriosire e incollare alle pagine.

E’  un romanzo che finisce di diritto fra i miei preferiti, mai mi ero imbattuta in un caleidoscopio così complesso di eventi e personaggi senza perdermi nei meandri delle descrizioni e dell’evoluzione delle loro vite. La scrittura di Isabel Allende è molto particolare e personalmente l’ho molto apprezzzata, amo chi scrive in maniera semplice, lineare, senza tralasciare neppure il piccolo particolare. Sullo sfondo di tutto questo la scrittrice riesce a far emergere alcuni aspetti della seconda guerra mondiale e della situazione cilena prima e dopo il colpo di stato nel 1973 di Pinochet senza però stordire il lettore con eventi strorici, ma semplicemenete calando alcuni personaggi in ambienti e situazioni che ritraggono perfettamente gli usi e i costumi di un paese in guerra prima e militarmente gestito poi.

Voi cosa ne pensate?

VOTO:

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A presto,
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2 thoughts on “LA CASA DEGLI SPIRITI, I . Allende

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